Industria del Regno Unito: cosa conta davvero nel 2026 (dati, città, settori)

Nel 2026 l’industria britannica vale oltre il 20% del PIL, impiega più di 7 milioni di persone e guida metà delle esportazioni del Paese. Manifattura avanzata, energia, farmaceutica e aerospazio crescono più della media europea.

I numeri raccontano una geografia industriale diversa, fatta di città chiave, filiere strategiche e investimenti mirati. Per capire cosa conta davvero oggi, conviene partire dai dati.

Nel 2026, l’industria del Regno Unito non è scomparsa: si è trasformata. Produce meno acciaio grezzo rispetto agli anni ’70, ma domina settori ad altissimo valore come aerospazio, farmaceutica, automotive avanzato, difesa, chimica fine e manifattura di precisione. E pesa ancora moltissimo sull’economia reale.

Se stai cercando di capire dove si muove davvero il Regno Unito industriale nel 2026 — e perché continua a contare più di quanto sembri — sei nel posto giusto.

Panoramica moderna dell’industria del Regno Unito nel 2026, tra manifattura avanzata e tecnologia

Industria del Regno Unito nel 2026: i numeri reali

Partiamo dai fatti, non dalle percezioni.

Secondo i dati ufficiali dell’Office for National Statistics e del Parlamento britannico, la manifattura rappresenta circa l’8,6% del valore aggiunto totale del Regno Unito (dato 2025), ma il suo impatto reale è molto più ampio grazie alla filiera, all’export e alla ricerca.

Ecco cosa significa in pratica nel 2026:

  • Output manifatturiero: circa £220 miliardi annui
  • Occupazione diretta: ~2,6 milioni di persone
  • Quota export: ~42% delle esportazioni totali UK
  • Posizione globale: 11° paese manifatturiero al mondo

Tradotto: meno volume, più valore. Meno quantità, più tecnologia.

Il grande equivoco: “deindustrializzazione”

Sì, dagli anni ’80 il Regno Unito ha perso milioni di posti nelle industrie tradizionali.

Ma quello che spesso non si dice è questo:

la produttività industriale britannica è aumentata mentre l’occupazione diminuiva.

Automazione, robotica, digitalizzazione e specializzazione hanno cambiato tutto. Oggi una fabbrica UK produce di più, con meno persone, ma con competenze molto più elevate e salari medi più alti (oltre £41.000 annui nel manifatturiero).

I settori industriali che contano davvero nel 2026

Non tutte le industrie crescono allo stesso modo. Alcune arretrano. Altre trainano l’intero sistema.

  • Food & Drink: primo settore manifatturiero per valore, resiliente anche in crisi
  • Automotive: ~665.000 veicoli prodotti nel 2025, forte spinta su elettrico e premium
  • Aerospazio e difesa: crescita sostenuta da investimenti governativi e export
  • Farmaceutica e life sciences: uno dei settori a più alta crescita prevista (+20% nel prossimo decennio)
  • Chimica avanzata: specialità, materiali innovativi, chimica fine

Al contrario, tessile, abbigliamento e calzature continuano a ridursi, schiacciati dalla concorrenza asiatica e dai costi interni.

Le città e le regioni industriali chiave del Regno Unito

Mappa delle principali regioni industriali del Regno Unito nel 2026

L’industria britannica non è distribuita in modo uniforme. È concentrata. Strategica. Geografica.

  • Londra (City e Greater London): finanza industriale, headquarter, manifattura ad alta tecnologia
  • West Midlands: automotive, metalli, componentistica, ingegneria
  • Greater Manchester: chimica, materiali avanzati, logistica
  • Leeds & Bradford: tessile tecnico, manifattura specializzata
  • Galles del Sud: raffinazione, semiconduttori, elettronica, porti industriali (Cardiff, Newport, Swansea)
  • Scozia: cantieristica, difesa, energia, food & drink
  • Belfast: cantieri navali, aerospazio, alimentare

Non è un caso se molte di queste aree ricevono fondi diretti dalla Modern Industrial Strategy 2025–2035.

Investimenti, strategia e futuro industriale

Nel solo ultimo trimestre del 2025, il governo britannico ha sostenuto oltre £79 miliardi di investimenti industriali nei settori strategici.

Tra le priorità dichiarate per il 2026:

  • riduzione dei costi energetici per le imprese industriali
  • infrastrutture elettriche più rapide per nuovi impianti
  • semiconduttori e tecnologie digitali
  • difesa e aerospazio
  • transizione green e veicoli a zero emissioni

Questa non è nostalgia industriale. È geopolitica economica.

Perché tutto questo ti riguarda (anche se non vivi nel Regno Unito)

Ogni volta che un’azienda italiana esporta nel Regno Unito, investe in una filiera industriale ancora potente.

Ogni volta che senti parlare di reshoring, difesa europea o autonomia tecnologica, il modello britannico — meno quantità, più valore — è già lì.

Il Regno Unito non ha perso la sua industria.

Ha deciso di non competere sul prezzo. Ma sull’intelligenza.

Articoli simili